Punto Vendita: 0735 758182 - Uffici: 0735 753869


Annaffiature

I gerani o meglio i Pelcugonium sono originari del Sud Africa e sono abituati quin­di ad un clima con una stagione secca e una umida.

Hanno tessuti succulenti, adatti a trattenere l’acqua e perciò mal sopportano l’umidità stagnante. E proprio per questo che prima abbiamo sottolineato l’importanza della presenza di fori di drenaggio che permetta­no all’acqua d’irrigazione di scolare subi­to, senza stagnare nel vaso, inzuppando le radici che, a lungo andare, marcirebbero irrimediabilmente.

Certamente per produrre molti fiori la pianta ha bisogno di molta acqua e non de­ve patire la sete, ma non deve neppure es­sere annegata. In pratica è sufficiente che il terreno non sia mai arido.

Se innaffiate la vostra pianta dall’alto, do­po circa 20 minuti vuotate i sottovasi, se dovessero contenere acqua residua. I gera­ni “detestano” l’acqua sulle foglie che, tra l’altro, favorisce lo sviluppo di malattie fungine.

È bene ricordare che il geranio, a causa del tipo di clima della zona di origine, soppor­ta più difficilmente la scarsità d’acqua, piut­tosto che la troppa umidità.

Le radici hanno bisogno di “respirare”, di avere cioè una buona ossigenazione nel terriccio ed eccessi cli umidità creano un ambiente asfittico. La frequenza e le dosi dell’annaffiatura dipendono sia da temperatura, ventilazione ed esposizione che da capienza e materiale del contenitore.

INDICE DEGLI ARGOMENTI:
Il TerriccioIl vaso ideale L’ Esposizione Annaffiature Come svernano i gerani La Moltiplicazione Propagazione da seme