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Nome comune: Rosa.
Genere: Rosa.
Famiglia: Rosaceae.
Provenienza: zone a clima temperato dell’emisfero settentrionale.

Descrizione genere: comprende circa 250 specie e quasi altrettante varietà spontanee. Nel XIX secolo si diffusero molte nuove specie di origine asiatica, che si aggiunsero a quelle di origine europea.
Attualmente sembra che ne esistano circa 20000 varietà. Per descrivere il percorso evolutivo di questo particolare genere bisogna tornare al Medioevo: fu allora che si diffuse alcune mutanti delle rose europee. Dalla Rosa gallica fu ottenuta la varietà “Officinalis”,…

Nome comune: Rosa.
Genere: Rosa.
Famiglia: Rosaceae.
Provenienza: zone a clima temperato dell’emisfero settentrionale.

 

Descrizione genere: comprende circa 250 specie e quasi altrettante varietà spontanee. Nel XIX secolo si diffusero molte nuove specie di origine asiatica, che si aggiunsero a quelle di origine europea.

Attualmente sembra che ne esistano circa 20000 varietà. Per descrivere il percorso evolutivo di questo particolare genere bisogna tornare al Medioevo: fu allora che si diffuse alcune mutanti delle rose europee. Dalla Rosa gallica fu ottenuta la varietà “Officinalis”, la famosa rosa rossa che divenne il simbolo della famiglia inglese degli Lancaster (contrapposta agli York rappresentati dalla rosa bianca). Nel XVI secolo le specie più coltivate erano rappresentate da: Rosa canina, Rosa damascena (l’unica rifiorente e di origine orientale) e Rosa gallica, dalla quale fu poi ottenuta Rosa centifolia, dalla quale nel XVII secolo, in Olanda, si otterranno numerose varietà.

Fu nel XIX secolo che dall’Oriente arrivarono nuove rose che modificarono l’evoluzione del genere: Rosa chinensis e la sua varietà Rosa chinensis “Semperflorens”, l’ibrido naturale e rifiorente “Bourbon” e l’ibrido Rosa x odorata (probabilmte ottenuto dall’incrocio tra R. chinensis e R. gigantea), denominato Rosa Tea per la somiglianza del suo profumo con quello delle foglie del tè. È stato dall’incrocio fra Rosa Tea e gli ibridi rifiorenti che si sono ottenuti gli ibridi di Tea, diffusi in modo particolare nel nostro secolo. Il primo ibrido creato probabilmente fu “La France” (Guillot 1867), dai fiori profumati, di colore rosa argentato, con i petali esterni ricurvi e a margini ondulati e quelli centrali appuntiti. La varietà “Paquerette”, del 1875, rappresenta la capostipite del gruppo delle Rose Polyanta, al quale in seguito si aggiunsero il gruppo degli Ibridi Floribunda (Catherine Kordes -Germania), le Rose Fees (rose in miniatura), Rose rampicanti e sarmentose e le Rose a cespuglio moderne.

Luce: esposizioni molto luminose, soleggiate. Solo alcuni tipi di rampicanti possono essere coltivati in leggera ombra.

Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare abbondantemente in primavera-estate.

Substrato: terreno fertile, di medio impasto, leggermente acido. Terreni troppo sabbiosi, compatti o argillosi dovranno essere corretti con l’aggiunta di paglia semidecomposta e torba. I terreni calcarei sono quasi sempre tollerati; mentre quelli poveri dovranno essere arricchiti con concimi inorganici o organici, tenendo presente che il letame non deve essere troppo fresco, perché può danneggiare le radici.
Si consiglia l’uso di Fondolinfa Universale oppure nel caso di vasi Fondolinfa Fioriere.

Concimazioni ed accorgimenti particolari: la messa a dimora deve essere eseguita, su un terreno preparato con un mese di anticipo (vangato e concimato), in marzo-aprile o in ottobre. I fiori appassiti devono essere eliminati, tagliando il fusto all’altezza della prima foglia sotto il fiore. In questo modo, si otterrà la formazione di un nuovo germoglio all’ascella fogliare e verso l’esterno. Alla fine dell’estate i fiori dovranno essere lasciati sulla pianta, per evitare il formarsi di troppi germogli. È bene praticare una pacciamatura, sempre su terreno umido, a base di letame, composta, terriccio di foglie, torba o erba falciata, allo scopo di mantenere l’umidità del terreno, evitare la crescita delle infestanti e nel caso del letame apportare elementi nutritivi. A questo scopo si può praticare una pacciamatura a base di letame equino o vaccino in primavera, annualmente in terreni calcarei; ogni due tre anni negli altri. Il trattamento a base di torba o foglie può essere utile anche per alleggerire terreni compatti e argillosi. Si pratica in primavera e autunno spargendo uno strato dello spessore di 5-7 cm. Le rose inoltre necessitano di concimazioni regolari, che dovranno essere effettuate dalla fine della primavera in poi, in particolare durante la fioritura. Si devono utilizzare prodotti ad azione rapida. Tra quelli organici i più adatti risultano essere la farina di ossa, il sangue secco, il cornunghia e i residui della lavorazione del pesce. Questi e quelli minerali si distribuiscono in superficie o interrandoli con una zappatura.

Si consiglia l’uso di concime specifico quale Suolo Vivo verso la fine dell’inverno (100-150 gr./mq.) e poi Linfa Rose e Arbusti da fiore (dosi e interventi come da etichetta). Infine per aumentare la fioritura è fondamentale l’uso di Linfaplus (15 ml./10 lt. acqua) da ripetere 5-6 volte ogni 15 gg. a partire dal germogliamento.


Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione:
nuovi esemplari possono essere ottenuti per seme, talea, innesto a seconda dell’esemplare preso in considerazione. Le specie tipiche devono essere moltiplicate per seme. Si procede in ottobre, mettendo i semi, ottenuti dai frutti maturi, in vasi o cassette riempiti con composta per semi e tenuti in cassone freddo.

Alla comparsa delle prime 2-3 foglie vere, le piantine devono essere trasferite in vivaio, dove resteranno per due anni, prima di poter essere piantate a dimora definitiva. In questo modo si ottengono esemplari in grado di fiorire nel giro di 2-3 anni. La moltiplicazione per talea invece si utilizza per tutte le specie tipiche e i loro ibridi, per le rose in miniatura, per quelle sarmentose non rifiorenti e per quelle arbustive tradizionali. Si utilizzano talee prelevate, in agosto-settembre dai germogli laterali non fioriferi, più robusti, lunghe 25-30 cm., avendo cura di lasciare una porzione del ramo portante. Si dovranno lasciare solo le 2 foglie apicali, eliminando tutte le altre, insieme alle gemme che si trovano all’ascella delle stesse.

Le talee devono essere messe a radicare, all’aperto e in posizione riparata e leggermente ombreggiata, in buche profonde 15-20 cm. a forma di V, avendo cura di mettere sabbia fine sul fondo e di pressare, nonché annaffiare il terreno prima e dopo l’operazione. Per facilitare la radicazione si possono usare ormoni rizogeni. Le nuove piante potranno essere messe a dimora nell’autunno dell’anno successivo. Secondo alcuni vivaisti i nuovi esemplari saranno meno vigorosi. Per le rose in miniatura la procedura è diversa: le talee si preparano tra luglio e ottobre e devono essere lunghe 5-10 cm. e fornite di una porzione del ramo portante.
Devono essere messe a radicare in contenitori, riempiti con una miscela a base di torba e sabbia, tenuti in cassone freddo. A radicazione avvenuta, si trapiantano in singoli vasi di 8 cm. di diametro, riempiti con terriccio di foglie, terriccio da giardino, torba e sabbia. Questi dovranno essere interrati all’aperto a maggio dell’anno successivo.
Saranno pronte per la messa a dimora definitiva nell’autunno dello stesso anno. Per la tecnica dell’innesto si rimanda a testi specializzati.

Potatura:
premettendo la potatura delle rose esistono testi qualificati, si daranno di seguito delle norme generali e di base. La potatura deve adattarsi al tipo di pianta che si prende in esame.
I tagli dovranno comunque essere netti ed effettuati appena al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno. In qualsiasi periodo dell’anno si dovranno eliminare i rami deboli, ammalati o incrociati.
Durante la fioritura si devono eliminare i fiori appassiti, tagliando il fusto all’altezza della prima foglia sotto il fiore, dall’ascella della quale si originerà un nuovo germoglio fiorifero. Questa pratica non dovrà essere effettuata alla fine dell’estate, quando sarà meglio lasciare i fiori appassiti sulla pianta, per evitare il formarsi di troppi germogli.
I germogli deboli devono essere potati drasticamente per stimolare la produzione di nuovi germogli più vigorosi dalla base della pianta.
Il periodo di potatura varia a seconda delle specie e varietà: -rose che fioriscono sui rami dell’anno: si potano in autunno-inverno, in regioni a clima mite o tra la fine di febbraio e i primi di aprile in regioni a clima rigido; -rose che fioriscono sui rami dell’anno precedente (R. sarmentose, R. botaniche, Vecchie Rose e alcune delle R. a cespuglio moderne): si potano subito dopo la fioritura. Per quanto riguarda le rose innestate, dovranno essere eliminati drasticamente tutti i polloni che si originano al di sotto del punto di innesto, al fine di non indebolire la pianta.

POTATURA DEGLI ESEMPLARI GIOVANI
Le rose messe a dimora in autunno-inverno si potano all’inizio della primavera; mentre quelle piantate in primavera si potano al momento della messa a dimora o alla ripresa della vegetazione

  • Rose botaniche e a cespuglio: accorciare i rami maggiori fino al punto di lignificazione completa. Eliminare quelli che hanno fiorito nell’anno precedente.
  • Ibridi di Tea: potare a 2-3 gemme dalla base.
  • Rose rifiorenti: potare a 4-5 gemme dalla base.
  • Rose ad alberello: trattare come gli Ibridi di Tea o le rifiorenti coltivate a cespuglio.
  • Rose rampicanti e sarmentose: accorciare i rami robusti a 30-50 cm. di lunghezza e quelli più deboli a 8-10 cm. dalla base.

POTATURA DEGLI ESEMPLARI ADULTI
Rose botaniche e Vecchie Rose: potare leggermente, eliminando i rami vecchi, deboli e disordinati alla base e quelli che producono pochi fiori a livello del fusto.

  • Ibridi di Tea e Rose arbustive: asportare i fusti deboli, malati o vecchi e accorciare i rami deboli a 2-4 gemme.
  • Rose rifiorenti, Ibridi di Floribunda e Ibridi perpetui: effettuare una potatura leggera, eliminando i rami deboli e accorciando i rami robusti a 5-7 gemme dalla base.
  • Rose ad alberello: procedere come per gli arbusti, rispettando le caratteristiche della varietà.
  • Rose rampicanti che fioriscono sui rami dell’anno: all’inizio della primavera, potare a 2-3 gemme dalla base i rami che hanno prodotto fiori nell’anno precedente. I rami principali ancora vigorosi non richiedono potatura.
  • Rose sarmentose che fioriscono sui rami dell’anno precedente: dopo la fioritura, potare tutti i fusti che hanno fiorito a livello del terreno e disporre in maniera adeguata quelli che fioriranno nell’anno successivo. In caso di carenza di nuovi germogli, si preferisce tenere ancora i vecchi rami potando a 2-3 gemme i germogli laterali.
  • Rose piangenti: trattare come le sarmentose.

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